Eugenio Durante

Affari Tuoi · · voto 6/10

Affari Tuoi riparte da Milano: il trasloco riesce, il contropacco è la vera novità

Affari Tuoi riparte da Milano: il trasloco riesce, il contropacco è la vera novità

Prima puntata della nuova stagione di Affari Tuoi con Stefano De Martino, nel nuovo studio Rai di Milano. Nuovo cane, nuovo pacco, e un conduttore leggermente più rigido del solito.

Cambiare casa a un programma che va in onda tutte le sere è una delle operazioni più rischiose che si possano fare in televisione. Affari Tuoi ha lasciato il Teatro delle Vittorie e si è trasferito negli studi Rai di via Mecenate, a Milano, e la prima cosa da dire sulla prima puntata della nuova stagione è che il trasloco è riuscito.

Missione compiuta, con una precisazione che vale più del giudizio.

Il nuovo studio non rompe niente, e aggiunge quello che mancava

La scelta giusta è stata la continuità visiva. Chi si è seduto a tavola alle 20.35 ha ritrovato il suo programma, non un programma nuovo con lo stesso titolo, e in access prime time questa è metà del lavoro.

L’altra metà è che il nuovo studio aggiunge finalmente quello che l’anno scorso mancava. Nella scorsa stagione il restyling era arrivato in corsa, a puntate già in onda, un pezzo alla volta. Si vedeva. Adesso quel lavoro è arrivato compiuto e coerente, tutto insieme dal primo giorno, con una scenografia che può cambiare luce e ambiente senza sembrare un’altra trasmissione. Il timore era che Milano portasse freddezza. Non è successo.

Il contropacco di Herbert Ballerina è la novità vera

La grande introduzione di quest’anno è un pacco inedito presente in ogni partita, affidato a Herbert Ballerina.

È la mossa più intelligente della nuova edizione, perché risolve un problema strutturale del gioco: in una partita lunga, tra un’apertura e l’altra, il ritmo cala e il conduttore deve tenerlo su a mani nude. Il contropacco è una nota che spezza, un momento che entra da fuori e rimette in moto la puntata.

Il condizionale però è d’obbligo, e i rischi sono due, entrambi facili da immaginare. Il primo è che esca troppo presto: se se ne va nelle prime aperture, la puntata perde la sua carta di riserva proprio quando serve. Il secondo è l’abuso. Se ogni sera dentro quel pacco ci trovi la stessa identica gag, alla dodicesima puntata il pubblico saprà già cosa succede e la sorpresa diventa un intervallo pubblicitario interno.

Herbert, per ora, resta il solito Herbert. Con quel pacco in mano potrebbe fare molto di più.

Tommasino, occasione mancata

Gennarino non si poteva trasferire a Milano e al suo posto è arrivato Tommasino. Che è un altro Jack Russell. Il jingle è lo stesso, cambia solo il nome dentro la canzoncina.

Qui secondo me si è persa un’occasione. Quando cambi conduttore non ne prendi uno identico al precedente, perché il confronto lo perdi in partenza. Con il cane vale lo stesso principio. Cambiare razza sarebbe stato il modo più semplice per dire al pubblico che quella è una pagina nuova e non una fotocopia sbiadita.

E visto il trasloco, l’idea era lì a portata di mano: un cane tipico di Milano, magari con la voce e l’accento milanese, per giocare sul trasferimento invece di far finta che non sia successo. Sarebbe stato divertente e avrebbe trasformato l’unica perdita affettiva della stagione in una gag ricorrente.

De Martino, un filo più rigido del solito

Stefano De Martino resta un padrone di casa solido. Conduce come ha sempre condotto, con quel controllo della macchina che ormai ha fatto suo.

Però in questa prima puntata milanese l’ho visto leggermente irrigidito. Poco, ma si nota, soprattutto in chi lo guarda tutte le sere. Può essere la normale tensione della prima puntata in una casa nuova, e allora passerà in una settimana. Oppure è qualcosa di più interessante: l’immagine che sta costruendo di sé in vista del Festival, sulla scia di quello che fece il suo predecessore. Amadeus, arrivato a Sanremo, si era progressivamente istituzionalizzato anche nell’access. Se è quella la strada, è una scelta che si può capire, ma il De Martino che funziona in questa fascia oraria è quello che si diverte, non quello che si compone.

I concorrenti che prendono in giro il gioco

La cosa più divertente della puntata non è arrivata dagli autori, e questa è sempre una buona notizia.

I concorrenti hanno palesemente preso in giro il meccanismo fin dall’inizio. Hanno finto di confondere il Dottore, hanno accettato il cambio cadendo dal pero come se non ci avessero pensato un secondo, e poi hanno proseguito aprendo i pacchi in successione, in base alla loro posizione, come chi si arrende all’ordine delle cose. O forse non fingevano affatto, ed è proprio questo il bello.

È il tipo di scena che tiene in piedi un game show quotidiano: il gioco è sempre lo stesso, ma le persone che ci finiscono dentro no.

Un’idea per Martina Miliddi

Martina Miliddi entra tardi, e in una prima puntata è un peccato.

Un’idea gratis per gli autori: tenerla in studio dall’inizio, ferma, congelata come una statua accanto al suo pacco, e “scongelarla” solo nel momento in cui quel pacco viene chiamato. Diventerebbe un siparietto atteso, una piccola tensione comica che cresce puntata dopo puntata, e soprattutto la renderebbe parte del gioco invece che un’ospite del gioco.

Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna si somigliano più di quanto ammettano

Dall’altra parte c’è La Ruota della Fortuna, che d’estate non si è mai fermata e che arriva a questo scontro in grande forma.

E guardando la prima puntata mi sono accorto di una cosa. Anche qui si vince una macchina. Anche qui la si vince in modo rocambolesco, con quelle sequenze che sembrano scritte da un autore e invece sono solo fortuna: tre pacchi blu nelle prime quattro aperture ti apparecchiano la serata esattamente come il triplete della Ruota. I due programmi si combattono con le stesse armi, e forse è per questo che quella sfida di ascolti appassiona più del contenuto delle singole puntate.

A questo punto manca solo una cosa. A quando una band in studio, magari dopo Sanremo?

In due parole

Affari Tuoi fa Affari Tuoi. Niente di nuovo che avanza, per citare Lo Stato Sociale, e in questo caso non è una critica ma una constatazione: il programma sa benissimo cosa è, e nel trasloco ha protetto proprio quello. Il contropacco è l’unica variabile con cui giocare, e da come la useranno nelle prossime settimane dipenderà se questa stagione sarà una ripartenza o una difesa del fortino.

Dove vedere Affari Tuoi: ogni sera alle 20.35 su Rai 1, con Stefano De Martino. Le puntate sono disponibili anche in streaming su RaiPlay.

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